Il neo eletto Direttivo del Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano ha nominato all’unanimità le seguenti cariche statutarie:
– Presidente: Lucia Poloniato
– Vicepresidente: Guido Andolfato
– Consigliere Segretario: Matteo Moretto
– Consigliere Tesoriere: Luigia Morgan
Carissimi,
nel 2019, insieme a un gruppo di amici, ho contribuito alla fondazione di questo Comitato con l’obiettivo di comprendere quale progettualità stesse interessando una vasta area dell’Alta Marca Trevigiana conosciuta come Grave di Ciano.
Nell’assumere l’incarico di Presidente, sento il dovere di guardare al lavoro svolto in questi sei anni: anni intensi, dedicati alla comprensione dei valori ambientali, paesaggistici, culturali e territoriali delle Grave di Ciano, ma anche all’analisi delle scelte di governo che interessano l’intera asta del fiume Piave, ben oltre quindi i confini del Comune interessato dal progetto delle casse di espansione.
Di fronte alla progettualità per la messa in sicurezza del fiume Piave, si è innanzitutto rilevata l’assenza di informazione. Mancando interlocutori che ci spiegassero le ragioni degli interventi e le loro conseguenze, come Comitato, abbiamo autonomamente cercato le risposte ai molti quesiti sollevati. Lo abbiamo fatto attraverso sopralluoghi, studi, incontri, analisi multidisciplinari e il coinvolgimento di esperti qualificati. È stato approfondito il quadro normativo, sono stati individuati i portatori di interesse e le conoscenze raccolte sono state portate in momenti pubblici di confronto.
Si è trattato di un grande impegno collettivo che ha coinvolto cittadini, soci, associazioni, professionisti, amministrazioni locali e realtà del territorio che, con grande sinergia, hanno lavorato senza pregiudizi, con l’unico intento di comprendere cause ed effetti di un intervento che riguarda sì le Grave di Ciano ma che produce ricadute su gran parte della Provincia di Treviso e sui territori che arrivano fino al mare.
Inizialmente l’attenzione è stata rivolta soprattutto agli aspetti ambientali e paesaggistici. Poi gli anni della pandemia ci hanno spinto a riconoscere con forza il valore della biodiversità qui conservata e il ruolo di questi spazi per il benessere e la salute collettiva. Più recentemente è la riconosciuta fragilità del territorio che conduce a riflessioni e nuovi approfondimenti.
Il Direttivo uscente, al quale esprimo il mio più sincero ringraziamento, ha coordinato i contributi dei molti attori, mostrando come l’agire con rigore e competenza sia la base per individuare scelte giuste e arginare quelle insostenibili.
Oggi, tutti insieme, possiamo affermare di avere una consapevolezza molto maggiore di ciò che è in gioco. Resta tuttavia il rammarico per la mancanza di risposte chiare ai quesiti che abbiamo posto nel corso degli anni.
La sicurezza delle persone deve essere al primo posto. Ma chiediamo che si tratti di vera sicurezza. Per questo continuiamo a domandarci se le casse di espansione previste sulle Grave di Ciano siano realmente utili e risolutive, oppure se, al contrario, possano generare nuovi rischi ambientali e idrogeologici.
Per il futuro auspichiamo di proseguire il lavoro di approfondimento e confronto assieme a esperti e associazioni e ci poniamo l’obiettivo di costruire una collaborazione reale e trasparente con chi pianifica la sicurezza e gli interventi sul territorio. Ancora confidiamo nell’ascolto degli Amministratori.
La domanda resta aperta:
Le casse di espansione sulle Grave del Piave di Ciano sono davvero necessarie e prive di conseguenze negative?
Vi aspetto ai prossimi eventi!
Lucia Poloniato
Presidente del Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano