Un “Click” per la salvezza

Chiediamo di bloccare i lavori di avanzamento per il progetto denominato “Casse di espansione per le piene del fiume Piave in corrispondenza delle Grave di Ciano” situate nel Comune di Crocetta del Montello.

Opera il cui costo complessivo è stato stimato in 55.3 milioni di euro e la cui fase progettuale è già stata finanziata fino al livello esecutivo per un importo di euro 1.651.700 con procedura di gara fissata per dicembre 2019. Le casse di espansione, come si evince dal progetto preliminare, prevedono lo scavo di un bacino di laminazione stimato in 35 milioni di metri cubi distribuiti su 555 ettari, e la costruzione di 13,5 km di muri in c.a. alti fino ad 8 metri delimitanti quattro vasche contigue.

Planimetria delle casse estratta dallo studio di fattibilità redatto dal Regione del Veneto

IL PROGETTO È OBSOLETO E DISTRUTTIVO

La direttiva europea 2000/60/CE “Direttiva Quadro sulle Acque” da alcuni anni ha introdotto un approccio diverso considerando come risolutivi gli interventi che riguardano l’intero corso di un fiume. L’applicazione di tale approccio sistematico per la risoluzione delle problematiche fluviali è già stato realizzato nelle regioni alpine confinanti. Lì si è dimostrata tutta la sua efficacia, ottenendo azioni di “rinaturazione” e di “rivitalizzazione” fluviale. In Austria, Germania, Svizzera, Trentino Alto Adige, le opere di protezione dalle piene sono integrate con la riqualificazione del paesaggio e tessono contemporaneamente le condizioni per il raggiungimento o il mantenimento del “buono stato ecologico“ del fiume, come prescritto dalla direttiva stessa.

L’esatto contrario di quanto il progetto citato andrebbe a compiere:

· la distruzione di un ambiente protetto a livello europeo da Rete Natura 2000 come Zona di Protezione Speciale (ZPS IT 3240023 Grave del Piave) e Zona Speciale di Conservazione(ZSC IT 3240030) per l’alto valore naturalistico e di biodiversità che lo contraddistingue, con la conseguente irreversibile perdita di flora e fauna preziosissime e di un paesaggio unico, naturalmente formatosi e già peraltro minacciato da interventi spesso non ispirati alla conservazione di un bene comune;

· la lacerazione dell’assetto socio-urbanistico dell’area prospiciente le Grave di Ciano,  caratterizzato dalla presenza degli storici borghi di Rivasecca, S. Nicolò, Belvedere, Gildi, Botteselle, S.Urbano, S. Margherita e Santa Mama. Questi primi nuclei abitativi sorti lungo le sponde del fiume, testimoni della intensa relazione tra i loro abitanti e il Piave, luoghi di attracco degli zattieri che approdavano ai piedi del Bosco Montello per trasportare poi il legname verso la Serenissima, vedrebbero drammaticamente reciso il loro millenario legame con il corso del fiume. Sarebbe così reso vano lo sforzo intrapreso negli anni recenti di recuperare i borghi rivieraschi per l’importante riqualificazione dell’area;

· la deturpazione del vasto e suggestivo paesaggio che dal Montello, attraverso le Grave, si protende verso le Prealpi. Un paesaggio che sarebbe perso per sempre e ciò in contrasto ad ogni attuale indicazione di tutela urbanistica;

· la profanazione della memoria storica. Indiscusso è l’alto valore storico dell’area a livello nazionale ed internazionale: teatro di azioni decisive della Prima Guerra Mondiale,  qui, tra Piave e Montello sono state condotte le valorose azioni degli Arditi e si è compiuto il sacrificio di migliaia di giovani vite.

Sarebbero così irreversibilmente disperse risorse fondamentali, irrinunciabili per la ripresa economica di un intero territorio, compromettendo nuove, importanti prospettive di sviluppo. Grazie alle valenze naturalistiche, paesaggistiche e storico-culturali, alla presenza di pregevoli opere artistiche e unitamente alla ricca offerta eno-gastronomica, quest’area potrebbe davvero essere un nodo focale di un sistema di turismo diffuso, sostenibile, capace di rivitalizzare l’economia in molteplici settori.

Peraltro essendo le Grave di Ciano e il Montello parti di un unico, complesso, delicato ecosistema geo-morfologico strettamente connesso, un intervento così impattante su di una parte del sistema potrebbe ingenerare un pericoloso squilibrio, con conseguenze difficili da prevedere per l’intera area.

Consapevoli e non certo insensibili alla necessità di garantire la sicurezza nel Basso Piave, chiediamo tuttavia si scelga l’approccio introdotto dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE che mira a ricostituire il sistema integrale del fiume coniugando sicurezza idraulica e conservazione dell’ambiente.

Tutti noi firmatari ci sentiamo responsabili del nostro territorio, profondamente innervato nella storia e nell’identità collettiva della comunità, così unico dal punto di vista naturalistico, storico, culturale e per questo tanto prezioso. Per preservarlo non possiamo quindi esimerci dal lottare contro progetti così devastanti. E’ nostro dovere, anche verso le future generazioni.

SE NON LO HAI ANCORA FATTO, FIRMA LA PETIZIONE ON-LINE!

Foto di copertina di Ph. Michele Zavarise©

Green-blogger per natura

GraveCiano”. Tra Piave e Montello. Un Blog che parla delle Grave di Ciano.  Ma non bastava una pagina di Wikipedia? (Che peraltro non c’è). E poi, un comitato ambientalista che tiene un blog? Ma una volta gli ambientalisti non facevano manifestazioni? Adesso fanno anche I Blogger?  E vista l’ampia gamma di ‘blogger’,  in quale categoria  potrà mai rientrare un comitato?

 Il tema indurrebbe a ritenere si tratti di ‘green’ blogger.

Ciò, però, sarebbe riduttivo per la molteplicità di aspetti e di valori che contraddistinguono questa area . Non possiamo, quindi, che definirci  i blogger delle Grave di Ciano. I GraveCiano Blogger. Categoria unica! Come unico è davvero  il luogo di cui desideriamo parlare.

Ma perchè un blog? Un blog è un diario in cui si parla, si discute di uno o più argomenti e le Grave di Ciano, offrono una molteplicità di temi da analizzare. Sono semplicisticamente un luogo, un punto sulla cartina geografica, verrebbe da dire. Se ognuno di noi che sta leggendo in questo momento si chiedesse: “Cosa sono le Grave di Ciano per me?” Che risposte avremmo?

Qualcuno direbbe che le Grave sono sassi, qualcun altro potrebbe dire che sono alberi, altri che sono prati; per qualcuno invece questo è un luogo legato alla  memoria o alla guerra , ma le Grave sono anche lavoro e, per molti, casa.  In realtà le Grave di Ciano sono tutto questo e molto di più. Da qui la necessità di dedicare a questo luogo così poliedrico un blog, che non sia solo un diario di tanti argomenti ordinati cronologicamente, ma un viaggio là dove il Piave e il Montello si sfiorano accompagnandosi per un po’.

Un luogo, ma forse più un non luogo, intriso di storia, di tradizioni, di mestieri, di natura fragile e preziosissima sempre in pericolo, di paesaggi suggestivi, di fede, di testimonianze di uomini e donne, di ispirazione per poeti e artisti, di ricordi personali e collettivi. L’idea di tenere questo diario, nasce dal bisogno di condividere il valore oggettivo delle Grave di Ciano, esaminandone le diverse sfaccettature. Perchè le Grave di Ciano sono tutto tranne che un semplice punto sulla carta geografica.

Attraverso il viaggio virtuale che, con i nostri articoli, cercheremo di proporre, speriamo che le Grave siano finalmente conosciute per tutto ciò racchiudono, perchè ognuno di noi possa trovare in esse qualcosa di se stesso, delle proprie radici. Non importa se si pensa di conoscere già quello di cui stiamo parlando, se si vive da una vita nelle Grave o se non le si è mai viste.

Noi siamo certi che, insieme, scopriremo qualcosa di nuovo, un aspetto mai visto o  considerato prima. Siamo certi che insieme ne comprenderemo la bellezza, l’unicità, la complessità di valori che esse racchiudono e che le rendono un patrimonio comune prezioso da conservare per il futuro.

Buona lettura, quindi.  Buon Viaggio!!!

Foto di copertina di Ph. Guido Andolfato©

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