Grave di Ciano in punta di piedi

Tutti noi quando andiamo in vacanza o in viaggio all’estero, quando visitiamo una città d’arte o semplicemente facciamo una gita in montagna, non dimentichiamo di portare con noi la macchina fotografica. Infatti sentiamo e abbiamo il bisogno di immortalare la bellezza dei luoghi, gli scorci caratteristici o gli aspetti più insoliti che incontriamo. Se quando visitiamo un posto nuovo ci viene facile cogliere quanto di diverso e vario ci troviamo di fronte, questo solitamente non succede per quanto riguarda ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.
Ed è questa una sfida per il fotografo naturalista: riuscire a cogliere la bellezza, l’originalità dell’ambiente che lo circonda, la specificità della natura che si trova fuori la porta di casa.


Le grave di Ciano possono a prima vista sembrare un luogo poco interessante, inospitale, sterile, un insieme di sassi e ciottoli dove c’è poca vita e dove crescono solo cespugli spinosi e ciuffi d’ erba secca.
Ebbene in quest’area, purtroppo da molti poco considerata, si trova un’alta biodiversità e oltre a caratteristiche piante endemiche, arbusti e fiori qui vivono anche numerose specie di mammiferi, uccelli, rettili, insetti, farfalle ecc.. Chiunque ami la fotografia naturalistica e si avvicini a questo luogo con discrezione e rispetto, può portare a casa in ogni stagione dell’anno immagini emozionanti e uniche. Qui madre natura ci stupisce con distese profumate gialle e rosa del citiso, con i cuscini fucsia dell’astragalo o lilla del timo, con le numerose varietà di orchidee spontanee mentre l’occhio attento del fotografo può scorgere gli insetti o le farfalle posate sui fiori. Anche le distese ondeggianti dei “mamai” luccicanti in controluce suscitano grandi emozioni.
Nelle grave di Ciano si possono fare degli incontri speciali: infatti non è raro scorgere il biancone , un falco che si ciba di serpenti, con la preda che gli pende dal becco, oppure il raro pendolino con il suo originale nido o i rondoni che ti sfrecciano sopra la testa.

Anche chi preferisce la fotografia paesaggistica trova in questo luogo spunti unici. Infatti in questa nostra provincia di Treviso così antropizzata sono poche le aree dove lo sguardo può spaziare senza incontrare segni della presenza umana. Oltre la sconfinata prateria, che cambia colore di giorno in giorno, si può scorgere il profilo sinuoso delle colline del Prosecco, e sullo sfondo il crinale delle Prealpi che con le luci dell’alba e del tramonto si dipingono di magia.
Non è necessario andare lontano per fare belle foto, basta puntare l’obiettivo su questi habitat unici e speciali che abbiamo vicino a casa e salvaguardarli per chi verrà dopo di noi.

Rinaldo Checuz

http://www.rinaldochecuz.it

SE NON L’HAI ANCORA FATTO FIRMA LA PETIZIONE PER LA SALVAGUARDIA DELLE GRAVE DI CIANO

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